Il portachiavi con chip in regalo, per seguirti e derubarti

Ci stanno arrivando diverse segnalazioni di un messaggio che sta riprendendo a circolare su Facebook e via Email che ci mette in guardia nei confronti di malintenzionati che regalano portachiavi dotati di un chip in grado di seguire i nostri movimenti, per aspettare il momento giusto, seguirci e derubarci.

Questo il testo che, con alcune varianti sta circolando, con una gran diffusione, in rete, nelle bacheche Facebook, Twitter e nelle email.

«MESSAGGIO IMPORTANTE! Attenzione in questi giorni vengono distribuiti dei portachiavi da essere agganciati all’interno della vostra auto; le persone ve li offrono gratuitamente presso i parcheggi o i distributori di carburante….NON accettateli…essi contengono un microchip all’interno del gadget. Questi delinquenti poi vi seguono fino a casa e vengono a conoscenza dei vostri movimenti per poi effettuare intrusioni e furti. Secondo la Polizia, si tratta di bande di Rumeni»

Con alcune varianti:

ATTENZIONE!!
In questi giorni nelle aree di parcheggio e nei distributori di benzina alcune persone vi regalano gratis portachiavi per la macchina o la moto,
NON ACCETTATELI ASSOLUTAMENTE O BUTTATELI VIA!
Al loro interno c’è un microchip che segnala la vostra presenza in casa, quando uscite loro sono al corrente di dove vi troviate in quel preciso momento e possono entrare nella vostra abitazione senza preoccupazioni.
Questa è l’ultima pensata di alcuni malviventi dell’Est Europa per fare furti nelle nostre case. Da fonte sicura…..

 

L’istinto alla condivisione e di sentirsi buon samaritano per aiutare il nostro prossimo (?!? solo in questi casi..) , come sempre accade, spinge ad agire prima di usare la testa.

 

Riflettendo un pochino sorgono spontanee alcune domande di logica e altre di natura tecnologica.

Tanto per cominciare, anche se il portachiavi segnala che la vittima è fuori casa, come fanno i malintenzionati ad essere certi che nel frattempo nella sua abitazione non ci sia qualcun altro? Dovrebbero essere centinaia per tenere d’occhio ogni persona a cui hanno regalato il fantomatico portachiavi.

Oltre a ciò alle persone più tecnologiche non è certo sfuggito che se i ladri avessero una disposizione una tecnologia capace di contenere un trasmettitore GPS (per la geolocalizzazione satellitare), una fonte di alimentazione di lunga durata, un trasmettitore di dati (per inviare la posizione ai ladri) nello spazio ridotto di un portachiavi e ad un prezzo così basso per poterlo regalare a migliaia di persone.. allora non avrebbero certo bisogno di rubare! Sarebbe sufficiente bussare alla porta di qualsiasi produttore su larga scala nel settore tecnologico per vivere nel lusso per tutta la vita.. e senza rischi!

In ogni bufala appare poi la stessa matrice: manca la fonte ufficiale («secondo la Polizia» non significa nulla) e c’è l’elemento scatenante: la fobia delle «bande di rumeni».

Gli ingredienti ci sono tutti: si tratta di una BUFALA!

Evitate di condividerla e di distribuire queste false notizie.

Non fate come un poliziotto del Canton Ticino (Svizzera) che ha ricevuto da conoscenti la notizia via email e per leggerezza e distrazione l’ha inoltrata a colleghi e amici utilizzando il proprio indirizzo email ufficiale di lavoro della Polizia Elvetica, creando involontariamente delle certezze inesistenti: “se me la gira un poliziotto deve essere vero”.

È molto importante evitare di usare l’indirizzo di lavoro per inoltrare appelli o allarmi, perché si rischia di avallare allarmi in realtà fasulli e di coinvolgere in una bufala o in un falso allarme il nome della propria azienda o dell’istituzione presso la quale si lavora.