Facebook ci spia ascoltando le nostre conversazioni con il microfono?

E’ un’idea che si sta diffondendo piuttosto velocemente: Facebook ci spia utilizzando il microfono del nostro smartphone per carpire le nostre conversazioni e sfruttarle per mostrarci pubblicità personalizzate.Non avete mai avuto la sensazione che Facebook vi suggerisse prodotti o servizi commerciali dei quali avevate appena parlato con amici? Se non è successo direttamente a voi, certamente qualcuno dei vostri amici avrà avuto questa sensazione.

Se cercate sulla Rete, in forum, blog e gruppi di discussione si parla molto di questo argomento.
In tantissimi sostengono che Facebook sfrutti il microfono del nostro smartphone, che sia esso Android o iPhone per ascoltarci di nascosto e carpire l’oggetto delle nostre discussioni con parenti o amici.
Alla luce dei recenti accadimenti di Facebook con Cambridge Analytica che ha violato la privacy di milioni di utenti, l’attenzione degli utenti si è maggiormente concentrata sulla tutela della propria privacy e le discussioni relative al fatto che Facebook ci spii addirittura ascoltando le nostre conversazioni stanno spopolando.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.
Facebook ci spia con il microfono

Facebook ci spia con il microfono?

Se siete dei tecnici la risposta la sapete già: no, non ci spia con il microfono e non ha modo di ascoltare le nostre conversazioni.
Se non siete dei tecnici o se non ne siete convinti vi consigliamo di procedere con la lettura per togliervi ogni dubbio.

Innanzitutto Facebook non ha accesso al microfono del vostro dispositivo. Potete verificarlo voi stessi: sia su Android che su iPhone potete verificare ogni app a quali “servizi” ha accesso.

Le app proprio per tutelare la privacy degli utenti devono chiedere all’utente stesso l’autorizzazione all’utilizzo del microfono. Se non ricordate di averla concessa o meno potete verificarlo nelle impostazioni o per essere ancora più sicuri potete disinstallare l’app e reinstallarla: non vi verrà chiesto di autorizzare l’utilizzo del microfono ( l’autorizzazione vi verrà richiesta solo quando cercherete di compiere attività che prevedono l’utilizzo del microfono come rvviare una diretta streaming o avviare una storia video).

In secondo luogo servirebbe una quantità di banda enorme per trasmettere ai server Facebook le vostre conversazioni perché possano essere elaborate: andreste ad esaurire il vostro traffico dati in pochi giorni.
Inoltre i server Facebook utilizzerebbero una quantità di capacità di elaborazione inimmaginabile per analizzare tutte le conversazioni dei milioni di utenti del social nel mondo.

Sarebbe uno spreco enorme di risorse. Spreco perché Facebook ha già più che sufficienti elementi per conoscervi senza ascoltare le vostre conversazioni: detiene una profilazione più o meno approfondita di tutti i propri utenti non basata solo sui dati che noi abbiamo comunicato compilando il nostro profilo, ma anche proveniente dai nostri like o dal tempo che ci soffermiamo scorrendo la home sui vari post.

Senza contare il fatto che Facebook un po’ come Google conosce i siti che visitiamo (quasi tutti i siti ormai contengono il famoso “Facebook pixel” che comunica la presenza di un utente Facebook su un sito).

E’ proprio per questo che la pubblicità che ci viene “recapitata” è “studiata” sui nostri interessi e riguarda attività, interessi personali.

Perché appaiono pubblicità di argomenti di cui abbiamo parlato da poco?

cervello attenzione selettivaSi chiama “attenzione selettiva“:  è lo stesso motivo per il quale vi state informando su un’auto che vi piace ed improvvisamente iniziate a vederne tantissime per strada. Il motivo per cui pensiamo che i morti per incidente stradale siano molti più di quelli per enfisema polmonare.. ma non è così.

Veniamo tempestati da centinaia (anzi forse migliaia)  di pubblicità al giorno, ma la nostra mente è portata a fare un’associazione fra una singola pubblicità e qualcosa che è successa durante la nostra giornata: sarebbe veramente improbabile che su centinaia di pubblicità in cui ci imbattiamo nessuna riguardi qualcosa di cui abbiamo parlato con qualcuno.

 

 

 

 

 

 

Creatore e co-redattore di iSocial.it
WebMaster e IT specialist, PM, formatore.
Sicurezza online e nei sistemi di pagamento.